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Non sono un angelo, non arrivo dal cielo con un paio di ali attaccate alle scapole per rallegrare la tua giornata. Non voglio proteggerti, non voglio farti credere che il mondo è solo un grande prato pieno di uccellini e fiori profumati. Non chiedermelo, non lo farò. Non ho riccioli biondi, non ho una veste azzurra ricamata di seta. Gli angeli non esistono, come puoi pensare che io sia una di loro? No, no. Per favore. Lascia che io sia me stessa. Ma cosa sono io in fondo? Una donna sporca, con la pelle che ancora sa di peccato. Peccato che non si lava, peccato che non può andarsene, come una lunga cicatrice che percorre il mio corpo, sfregiandolo, rendendolo più affascinante.. Ma se proprio vuoi che io sia un angelo, lasciami essere un piccolo angelo sporco, caduto nel fango. Con le ali coperte di terra, impigiate nella polvere, che ormai non possono più volare. Me le hanno tagliate le ali, sai? Tanto non servono più; hanno detto senza espressione, non c'era tenerezza nei loro volti. Non sai che male, no. Atroce, ho pianto tanto per aver perso le mie alucce d'oro. e adesso non mi resta più niente..niente di niente..adesso la mia aureola è andata spezzata e le mie piccole ali giaciono in qualche magazzino del paradiso. Ma ci penso ancora, sai? Ogni tanto penso a quando volavo nel cielo.Un piccolo bagliore nel buio. Perchè mi chiami angelo? Non farlo mai più, ti prego, non sono più un angelo, perchè sono caduta. Mi hanno spinta, giù da una nuvola di cotone. Nel buio è arrivata la tentazione. Era bella, vestita d'oro e di rosso, con i capelli neri che le accarezzavano le spalle nude. Mi ha sorriso, io non capivo. Sorridevo anch' io. Ha iniziato ad avvicinarsi, mi ha guardata, ha detto che ero bella, accarezzandomi il mento. Vanità. Ha iniziato a baciarmi, e mentre ero ubriaca di estasi mi ha spinto. Dice che gli angeli non devono cedere alle tentazioni, che è un peccato. E gli angeli non devono peccare..oh, quanto mai ho peccato... Ho chiesto perchè, con la voce impastata, le parole impigliate tra le lacrime, ma non mi hanno risposto, no, neanche una parola sussurrata, persa nel vento.. Da lassù mi guardavano con aria di sufficienza, aria di disapprovazione. Non si fa, hanno detto, e mi hanno tagliato le ali, con una grande ascia d'oro, sporca di morte, e di sangue, sangue di angelo. Lo riconosco, perchè il sangue di angelo è trasparente sai? Nel sangue scorrono i peccati, e il sangue cerca di purificarsi, ma poi si sporca di nuovo, è un circolo continuo. Ma gli angeli non hanno peccati, essi non hanno bisogno di purificare il loro sangue. Ma non hanno anima. Perchè in fondo, è l'anima il fulcro dei peccati. L'anima è prigioniera del cuore, con catene d'odio ai piedi, dietro sbarre lucenti, l'amore passa e le lucida ogni giorno, affinchè non perdano la loro bellezza, ma una gabbia d'oro è pur sempre una gabbia, anche se è tempestata di diamanti e anche con una melodia divina come sottofondo... Non avrà mai voglia di piangere l'anima? Oppure ogni tanto si siederà in un angolo, su una pietra nascosta e comincerà a singhiozzare? Coprendo il pavimento di lacrime? L'amore spruzza aliti di vento, sanno di ricordi, di gioia, di falsa allegria, e l'anima ha un po' di pace, ma poi sente di nuovo quell'odore di marcio nelle narici, e piange di nuovo, silenziosa, spezzando il silenzio, che piano si mette ad ascoltare la sua preghiera, anche se sa che non può farci niente. L'anima è schiava del cuore. Lei odia essere schiava. Ma se il cuore s'innamora, l'anima lo deve seguire, facendo tutto per l'amore, se il cuore soffre, anche l'anima si contorce dal dolore, piange lacrime di cristallo, e gli occhi che la vedono rimpiangono il suo bel sorriso. E' così bella l'anima quando sorride, un sorriso trasparente, che solo gli angeli possono scorgere. E apprezzare. Ti piaceva quando ti parlavo di queste cose, di angeli, di anima, di cose che tu non immaginavi, e di cui io parlavo ogni volta che mi chiamavi angelo. E allora lo facevi apposta perchè ti piaceva quando le mie parole si lasciavano cadere dentro di te, quando rapivano i tuoi pensieri e li imprigionavano, e tu appoggiavi la testa al mio seno, dolcemente, con gli occhi rivolti verso di me, lucidi, mi amavi tanto. Lo so, e me lo ripetevi sempre, perchè volevi dividere due metà che combaciavano così perfettamente? Perchè? Cosa c'era che non andava in me, stella? Amore, amore, tu che mi chiamavi angelo... C'è un posto bellissimo nel mondo, sai? Ti ci porto se vuoi. E' dove confluiscono le lacrime delle anime, e c'è un lago stupendo, sembra uno specchio, con una cascata dorata, che illumina il posto anche la notte, quando la luna sale e guarda benevola i suoi abitanti. Ci sono le anime che si riposano, lì possono realizzare i loro sogni, e un giorno anche la mia anima sarà lì, l'anima di un piccolo angelo con le ali tagliate, col viso sorridente coperto di fango. Perchè io sorrido lo stesso, sai? Anche se le mie ali sono in un magazzino del paradiso, anche se ormai non posso più gioire, io continuo a sorridere e lo farò per sempre, fino alla morte. Un sorriso falso e vuoto, ma meno triste di una lacrima.. Però non chiamarmi angelo, dai, ti prego, mi fa solo stare male. Perchè gli angeli possono volare, e io no. Le mie ali sono state tagliate, dopo che ho peccato, ma io non ho smesso di peccare. Un ragno di velluto che cammina sul mio seno, anche tu vuoi peccare, piccolo? Vuoi dissetarti dal mio seno, vuoi mordermi? Vuoi che il tuo veleno faccia l'amore col mio sangue e vada fino al cuore, spezzando le sbarre della gabbia d'oro, in modo che io possa chiudere gli occhi e la mia anima possa andare a realizzare i suoi sogni? Perchè mi chiamavi angelo?Mi chiamavi angelo con la tua voce di vetro, flautata, mi chiamasti angelo anche quando dicesti che volevi lasciarmi, ma non te l'ho permesso, stella mia, e adesso sei ancora qui sdraiato sul mio letto, con gli occhi chiusi, le labbra mezze aperte. Ti accarezzo il viso pallido, passando lentamente le mie dita, soffermandomi sul contorno dei tuoi occhi e delle tue labbra, scendendo per il collo. Ti piaceva, si, quando ti sfioravo il collo, sorridevi piano, mi chiamavi angelo. Ma adesso riposi in silenzio, il respiro talmente leggero da non farsi neanche sentire. Quanto ti amo, stellina mia, tu la mia stella e io il tuo angelo? ...angelo... Sbagliavi amore, ma adesso non hai più niente di cui preoccuparti perchè ho liberato la tua anima, e se adesso mi getterò sul coltello che ti esce dal petto, saremo uniti per l'eternità. Due dolci angeli caduti abbracciati.